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Tutti i bambini debbono poter diventare Cittadini del mondo

Tutti i bambini debbono poter diventare Cittadini del mondo

Là nella loro terra


Crescere nella propria terra è un diritto irrinunciabile e, al raggiungimento di questo obiettivo, possiamo collaborare tutti noi. Quando chiunque di noi decide di sostenere a distanza un bambino in difficoltà, contribuisce alla sua sopravvivenza in primo luogo, e subito dopo alla sua crescita intellettuale, sociale e morale.

La somma in denaro e i successivi rinnovi, versati per sostenere a distanza un bambino o un ragazzo, viene utilizzata per l’accoglienza nella scuola, per contribuire allo stipendio degli insegnanti e per l’acquisto della divisa, che è obbligatoria ed utile per rendere il ragazzo immediatamente riconoscibile, anche in caso di “fughe” tra casa e scuola. Vengono poi acquistati i testi, la cancelleria e il diritto ad un sostanzioso pasto a mezzogiorno.

Quando in cucina resta qualcosa, è abitudine che questo sia dato al ragazzo per il pasto serale suo e della propria famiglia.

Se la Direzione scolastica giudica le famiglie in grado di contribuire all’istruzione dei figli, viene richiesta una modesta somma di denaro anche a queste. Tale modo di operare contribuisce a sensibilizzare le famiglie verso gli impegni nei confronti dei ragazzi: “Con il vostro impegno e il nostro aiuto si può dare un istruzione ai ragazzi e farli uscire dalla condizione di povertà in cui si trovano”.

Ancora una nota sulla divisa scolastica: oltre a quanto già scritto serve anche ad evitare che i bambini più poveri si rechino a scuola nelle condizioni in cui vivono nelle baraccopoli, cioè nudi o quasi nudi


Ovviamente i costi, necessari al mantenimento dei ragazzi, variano a seconda della scuola che frequentano.

La quota versata per l’adozione, deve essere adeguata quando il bambino passa dall’asilo alle scuole primarie (che sono l’equivalente delle nostre scuole elementari e delle medie), e dopo gli otto anni di queste, quando il ragazzo dovesse passare alle Secondarie (corrispondenti agli Istituti superiori).

Poi… si vedrà, ma quando i ragazzi raggiungono il diciottesimo o diciannovesimo anno d’età, sono maggiorenni ed in grado di camminare da soli…

Questo è il percorso “normale” di un sostegno a distanza, anche se talvolta può essere interrotto dai trasferimenti delle famiglie, da abbandoni della scuola e dai mille problemi che affliggono chi vive in estrema povertà.

I padri missionari cercano sempre di scoprire le motivazioni che portano ad un abbandono e tentano di ristabilire i contatti con la scuola del posto.

Seguire la vita dei ragazzi non è certo cosa facile né sempre possibile. I padri della Consolata Missionaries si adoperano veramente al massimo delle possibilità, e pure noi cerchiamo di contribuire, anche con i nostri viaggi in Kenya, intrapresi con lo scopo di confermare il nostro impegno e di verificare di persona lo stato delle cose.


Le quote che il GRG indica per le adozioni a distanza, sono le minime indispensabili per il sostentamento dei ragazzi. Quando un adottante decide di versare una quota superiore a quella da noi indicata (e fortunatamente molti lo fanno), questo denaro permette di affrontare con maggiore serenità gli imprevisti che spesso si presentano.









 

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