Carissimi Amici, premesso che mai e poi mai avrei immaginato nella vita di raggiungere questo traguardo che mi auguro rappresenti invece un nuovo punto di partenza, mi chiedono di raccontare la nostra storia. Lo faccio volentieri avendo presente che le storie, a mio avviso, debbono essere dense, ristrette, come un buon caffè. Giuseppe (Padre Richetti, Missionario della Consolata Father’s) si trovava a Karuri, in Kenya ed io, Romolo, andai a trovarlo nel 1991. Tornato in Italia parlai con Giulio Cesare (Lorenzini straordinario Medico Chirurgo) del come e cosa fare per aiutare quei tantissimi bambini estremamente bisognosi di tutto. Potremmo quindi significare, con le iniziali dei nostri nomi, l’acronimo GRG. Ma si tratterebbe, se non proprio di un falso, di pura fatalità. La storia vera, invece, è quella che proprio in quegli anni nasce il Resurrection Garden Rhino Park Road alla periferia di Nairobi, poi inaugurato da Papa Giovanni Paoli II. Una importantissima e monumentale opera voluta dal grande Cardinale Otunga, il quale ne affida la realizzazione e quindi la Direzione a Padre Ottavio Santoro. Da questi avvenimenti un gruppo di amici diventa l’associazione di volontariato GRG Gruppo Resurrection Garden. Iniziammo ad aiutare i bambini di Padre Giuseppe, che purtroppo è scomparso prematuramente così come il carissimo amico Giulio Cesare, per poi continuare la nostra opera di sostegno con le tante scuole e gli asili dove prestano la loro preziosissima opera Padre.Santoro, Fratel Sandro Bonfanti, le Little Servant’s di Banana Hill ed altri ancora. Nei primi anni ‘90 si concretizza anche una straordinaria intuizione della Consolata Missionaries affidata, per la realizzazione, ai Padri Angelo Riboli e Alessandro Signorelli: la Familia Ya Ufariji (Famiglia della Consolazione). Sorge ai margini delle baraccopoli del Kahawa West, sobborgo di Nairobi. Prima furono costruite le mura, per garantirne la sopravvivenza, poi i dormitori, gli altri fabbricati e i servizi. I bambini arrivarono a “dozzine” (come da noi, un tempo, le uova. Non è strano? Le uova… i pulcini… i bambini) fra i tre ed i nove anni. I primi 12 giunsero il 25 Settembre 1998 e furono consegnati dal Giudice del Tribunale di Nairobi, al Padre Direttore pro-tempore, il quale li ricevette in patria potestà sino al compimento del diciottesimo anno. Quaranta nel primo dormitorio, quarantuno nel successivo. Oggi, questi ottantuno ragazzi risultano tutti adottati (o sostenuti a distanza, se credete) tramite il GRG. Stiamo inoltre incoraggiando i Padri affinché decidano la costruzione di altri dormitori per l’accoglimento di ulteriori ragazzi, ma i problemi sono molti e, non ultimo, quello del dove finiranno dopo aver raggiunto la maggiore età. Col vostro aiuto e soprattutto con quello di “Chi può più di noi” li risolveremo. Per quanto riguarda i ragazzi in adozione con gli altri Padri o Sorelle con le quali collaboriamo, abbiamo stabilito quote modeste. Questi pochi soldi rappresentano tuttavia un aiuto determinante ed uno stimolo per le famiglie (dove esistono), chiamandole a contribuire anch’esse. La retta garantisce la divisa (nelle scuole del Kenya è obbligatoria), l’insegnamento ed il pasto a mezzogiorno. Se resta qualcosa, se lo portano a casa, la sera, per i fratellini. Questi bambini provengono in massima parte da piccoli insediamenti di capanne e tuguri sparsi nelle foreste e distanti diversi chilometri (da fare ovviamente a piedi). Per far fronte a queste spese e per coprire la richiesta di altri aiuti, sempre tramite i Missionari, contiamo sulle offerte, sui proventi derivanti da cene sociali ed altre attività. Tra queste attività vi è l’edizione e la pubblicazione di nostri libri, la produzione di aceto balsamico “fatto in casa come una volta”, la vendita di oggetti dell’artigianato africano, la realizzazione di bomboniere, di salvadanai e bambole… ma soprattutto la cessione di farina integrale di grano ecologico, di farina per polenta e di biscotti, questi ultimi prodotti per noi, in esclusiva, da una pasticceria locale. Il tutto offerto in fiere, sagre, manifestazioni che frequentiamo con un mulino ad acqua di nostra invenzione che macina veramente sotto la scritta “farina per voi pane per loro”; rappresenta una richiestissima attrattiva ed è di un notevole interesse didattico-culturale. Insomma: facciamo o proviamo a fare di tutto per aiutare questi poveri, piccoli nostri fratellini “molto abbronzati” i quali, come diciamo nei nostri opuscoli “debbono poter diventare cittadini del mondo là nella loro terra”. Ora, almeno per ora, basta così sennò il nostro caffè diventa una esterofila bevanda. Questa è la nostra storia, la nostra bella favola. Venite a viverla con noi! Grazie. Romolo Levoni Presidente e fondatore del GRG
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